martedì 7 giugno 2011

Fortificazioni alla moderna

Un bastione "alla moderna".


Nel Medioevo, fino al XV secolo, le esigenze difensive di una città o di una fortezza imponevano la costruzione di fortificazioni di altezza elevata, in modo da intercettare i proiettili lanciati dai trabocchi e, allo stesso tempo, fornire ai difensori una postazione particolarmente favorevole per il lancio di frecce, di oggetti e liquidi bollenti. Inoltre, la scalata delle mura da parte degli attaccanti era tanto più difficile quanto queste erano alte.

Nel Quattrocento la situazione cambiò radicalmente: i nuovi cannoni riuscivano a danneggiare facilmente le mura alte e non particolarmente robuste, creando brecce in cui gli assedianti potevano facilmente penetrare. Le prime soluzioni in ambito difensivo furono eliminare i punti ad angolo nei profili delle mura e delle torri, che costituivano i punti più sensibili a, e la creazione di terrapieni che potessero resistere alle cannonate.

Le vecchie fortezze vennero ammodernate secondo i nuovi canoni: in questo campo ottenne grande fama un architetto senese, Francesco di Giorgio, considerato il padre della fortificazione alla moderna.

L'esigenza di eliminare i punti morti, cioè i punti non raggiungibili dal tiro dei difensori nei quali potevano rifugiarsi gli attaccanti, richiese un ulteriore sviluppo delle geometrie delle opere difensive, che vide come protagonisti i fratelli Sangallo.
, [25.06.2011].


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