martedì 7 giugno 2011

Fortificazioni alla moderna

Un bastione "alla moderna".


Nel Medioevo, fino al XV secolo, le esigenze difensive di una città o di una fortezza imponevano la costruzione di fortificazioni di altezza elevata, in modo da intercettare i proiettili lanciati dai trabocchi e, allo stesso tempo, fornire ai difensori una postazione particolarmente favorevole per il lancio di frecce, di oggetti e liquidi bollenti. Inoltre, la scalata delle mura da parte degli attaccanti era tanto più difficile quanto queste erano alte.

Nel Quattrocento la situazione cambiò radicalmente: i nuovi cannoni riuscivano a danneggiare facilmente le mura alte e non particolarmente robuste, creando brecce in cui gli assedianti potevano facilmente penetrare. Le prime soluzioni in ambito difensivo furono eliminare i punti ad angolo nei profili delle mura e delle torri, che costituivano i punti più sensibili a, e la creazione di terrapieni che potessero resistere alle cannonate.

Le vecchie fortezze vennero ammodernate secondo i nuovi canoni: in questo campo ottenne grande fama un architetto senese, Francesco di Giorgio, considerato il padre della fortificazione alla moderna.

L'esigenza di eliminare i punti morti, cioè i punti non raggiungibili dal tiro dei difensori nei quali potevano rifugiarsi gli attaccanti, richiese un ulteriore sviluppo delle geometrie delle opere difensive, che vide come protagonisti i fratelli Sangallo.
, [25.06.2011].


venerdì 3 giugno 2011

Fuoco greco

Fuoco greco è il nome di una miscela estremamente infiammabile che veniva usata dai bizantini come arma, in particolare contro le imbarcazioni nemiche e come difesa in caso di assedio. La sua formula, nota solamente all'imperatore e a pochi artigiani, veniva custodita gelosamente.

Segue una breve descrizione, <http://it.wikipedia.org/wiki/Fuoco_greco#Descrizione>, [25.06.2011].

venerdì 27 maggio 2011

La riforma mariana dell'esercito romano.

Tra il 107 e il 103 a.C. il console romano Gaio Mario porta avanti una serie di riforme nota come riforma mariana: l'arruolamento nell'esercito romano è finalmente possibile per tutti i cittadini romani, indipendente dal patrimonio e dalla classe sociale di appartenenza.
Si tratta del primo passo verso la trasformazione dell'esercito in istituzione, con tanto di armi ed equipaggiamento "standardizzati" e forniti ai singoli individui, che prestano regolare servizio militare e assumono il carattere di veri e propri professionisti.

Per ulteriori dettagli, si veda:

mercoledì 25 maggio 2011

I protagonisti.



Mosaico di Alessandro, (100 a.C.), Pompei.




Jacques-Louis David, Napoleone al Gran San Bernardo, (olio su tela, 1801),
Castello di Malmaison, Francia.


Erwin Rommel nella primavera del 1942. Fonte: Deutsches Bundesarchiv.


venerdì 20 maggio 2011

Ingegneria militare romana

Il genio militare dell'antica Roma è uno dei primi esempi di corpo composto prevalentemente da tecnici, cioè individui che non realizzano direttamente un'opera, ma il cui compito è farla realizzare.
Del genio facevano parte ingegneri, architetti, geometri, falegnami e fabbri, mentre la manodopera era fornita dai soldati.

I compiti del genio militare spaziavano dalla costruzione dell'accampamento per le truppe alla costruzione di ponti, strade, macchine d'assedio e opere di difesa, fino alla realizzazione di opere civili in tempo di pace.

Per un approfondimento:
, [25.06.2011].

martedì 17 maggio 2011

Il cavallo di Troia

Giandomenico Tiepolo (1727-1804), La processione del Cavallo di Troia.




Sbattuti e stanchi
di guerreggiar tant’anni, e risospinti
ancor da’ fati, i greci condottieri25
a l’insidie si diêro; e da Minerva
divinamente instrutti, un gran cavallo
di ben contesti e ben confitti abeti
in sembianza d’un monte edificaro.
Poscia, finto che ciò fosse per vóto30
del lor ritorno, di tornar sembiante
fecero tal, che se ne sparse il grido.
Dentro al suo cieco ventre e ne le grotte,
che molte erano e grandi, in sí gran mole,
rinchiuser di nascosto arme e guerrieri35
a ciò per sorte e per valore eletti.

(Eneide, libro II, 20-35)


Il Cavallo di Troia è la machina per eccellenza, l'ideale di macchina oscura, ingannevole, sleale, contrapposta al ben più positivo ingenium, la macchina utile che in epoca medievale andrà ad indicare tutti gli oggetti della tecnica.

Il Cavallo, secondo la leggenda, venne usato dai greci per espugnare la città di Troia: essi nascosero al suo interno i loro migliori guerrieri, e con l'inganno convinsero i troiani a trascinare la machina all'interno della città. La notte, i greci nascosti nel cavallo aprirono le porte della città ai compagni, che in questo modo con slealtà riuscirono a prendere la città.

Il libro II dell'Eneide descrive l'episodio:



lunedì 16 maggio 2011

Iconografia dell'Iliade




Achille ed Ettore combattono sopra il corpo di Troilo, (Anfora tirrenica a figure nere da Vulci. 565 a.C.), Antikensammlungen di Monaco.